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1969 - Un vescovo scout

 
 
 

Da qualche anno lo scautismo teanese è in letargo. Ha partecipato appena alla stagione del Concilio Vaticano II ed è assente al grande travaglio del movimento cattolico nel postconcilio. Il Sessantotto ha travolto, a Teano come altrove, l'Azione Cattolica e ha posto in crisi l'intero laicato. Anche lo scautismo nostrano ha riposto fiamme e guidoni. Nell'ansia pastorale del vescovo Mons. Sperandeo, in quel momento di grave crisi, diventa ancor più intensa la grande attenzione che ha sempre riservato ai giovani, nei quali vede “ la forza della Chiesa di domani" . L'esodo dalle associazioni è massiccio, ma nell'inimitabile stile del Pastore c'è la consegna di non tagliare i ponti con coloro, e non sono pochi, che sulla scia di quel rivolgimento hanno abbandonato le pur fiorenti associazioni giovanili. Sono in tanti ad andare via, ma nessuno di loro scompare dal cuore del Vescovo.
Pastore di grandi vedute, sempre attento ai segni dei tempi, sa riconoscere in ogni forma di associazionismo il lato positivo da utilizzare e valorizzare; intuisce che il tempo della contestazione è destinato a passare e che non si può fondare un'efficace e duratura azione pastorale solo su quei gruppi spontanei che si vanno formando sulle ceneri di un inquadramento del laicato forse troppo rigido, ma fortemente diffuso, nelle associazioni cattoliche tradizionali.
La rifondazione del Gruppo è opera sua.
Ne ha dato commossa testimonianza don Aurelio De Tora nella pubblicazione " Partì...senza partire" , curata dal Gruppo nella ricorrenza del primo anniversario della morte di Mons. Sperandeo: "21 Settembre 1969, festa di S. Matteo, festa onomastica del Vescovo S. E. Mons. Matteo Guido Sperandeo.
Era la prima volta che partecipavo da Parroco alla funzione in Cattedrale.... Dopo la funzione mi sento invitato a cena dal Vescovo. Passammo insieme la serata: manifestò, tra l'altro, il suo assillo per i giovani, per le associazioni, per l'A. C. !
II discorso cadde anche sugli scout, una volta così fiorenti a Teano e con elementi di spicco che avevano dato la vita per lo scoutismo, come don Carlo del Pezzo. Mi guidò nella ricerca di probabili elementi da avvicinare, mi indicò qualche locale di cui poterci servire come sede; mi parlò soprattutto dello spirito di B. P; insomma mi fece diventare scout!
.... Quale gioia per Mons. Sperandeo quando gli riferii che, con l'aiuto di Dio, avrebbe ripreso vita a Teano l'A. S.C. I. con il Riparto "S. Urbano ", sotto la guida dello studente Gino Gelsomino, coadiuvato dal sottoscritto come Assistente ecclesiastico e dagli aiuto capi riparto Giulio De Monaco, Aquilino Polito e Paolo lannaccone. Sorgevano le prime due squadriglie: la Castoro e l'Aquila.
La notte del Natale Mons. Sperandeo potè celebrare in Cattedrale con la partecipazione degli Scouts in uniforme ai lati dell'altare e volle esprimere pubblicamente la sua gioia. "
Ha ragione don Aurelio quando dice che Mons. Sperandeo lo " fece diventare scout “ . Al campo di Garofali (1967) il Vescovo si era unito ai giovani che dovevano pronunziare la Promessa e a modo suo, da Vescovo, era "entrato" nel Gruppo.
Intorno a don Aurelio, nominato assistente ecclesiastico, il Riparto si ricostituisce nel 1969 con 15 scout.
L'anno successivo (1970) diventano 20. Nel 1971 salgono a 25 e don Aurelio è affiancato da don Carlo Lambiase.
Da quel momento lo scautismo teanese si consolida e cresce fino a superare, come attualmente, le cento unità.
Don Carlo e don Aurelio guidano un gruppo molto giovane per l'età degli asssociati, ma che si sente erede di una lunga tradizione. Dopo qualche anno, al clan viene assegnata una sede al piano terra dell'episcopio e il contatto con il Vescovo diventa quasi quotidiano.
Quando il 25 novembre 1984 Mons. Sperandeo è in procinto di recarsi nella cattedrale per celebrare la liturgia conclusiva del suo sorridente episcopato teanese, gli scouts vanno a salutarlo in episcopio e gli annodano al collo il foulard del gruppo sul quale hanno fatto ricamare il suo motto episcopale.

 
 
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